L’impiego di soldati per l’ordine pubblico è tornato al centro del dibattito, secondo ilpost.it, dopo l’aumento delle manifestazioni violente in alcune città e le nuove misure annunciate dal governo, che prevedono nuove norme per aumentare le pene e maggiori poteri alle forze di polizia. A Milano sono stati impiegati 500 soldati in aggiunta ai 6mila già presenti in tutta Italia per l’ordine pubblico, arrivando a un totale di 7.300. L’operazione “Strade sicure” è iniziata nel 2008 sotto il governo di Silvio Berlusconi, su iniziativa dell’allora ministro dell’Interno Roberto Maroni, con l’obiettivo di presidiare obiettivi sensibili, come sedi istituzionali, ambasciate e edifici religiosi. In parallelo, l’operazione “Stazioni sicure” vede 800 soldati impegnati a presidio delle stazioni ferroviarie. Tuttavia, i soldati non possono fare arresti in flagranza di reato, a causa di un veto posto dalla presidenza della Repubblica.

In altri paesi europei esistono operazioni simili. In Francia, l’operazione Sentinella impiega fino a 10mila soldati, anche se solo 3mila vengono impiegati stabilmente. Nel Regno Unito, l’Operation Temperer prevede l’impiego di fino a 5mila soldati in caso di emergenza nazionale, ma è stata attivata solo due volte dal 2015.

Il dibattito riguarda anche il ruolo dei soldati in situazioni di ordine pubblico. L’operazione “Strade sicure” è stata introdotta con un orizzonte temporaneo ben circoscritto, ma nel tempo è diventata una presenza costante nelle città italiane. Il governo attuale, guidato da Giorgia Meloni, ha deciso di impiegare più soldati nelle strade, in particolare a Milano, nonostante le limitazioni previste dalla legge.

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