Nuovo scontro ai vertici del mondo giornalistico italiano sulla proposta di riforma dell’ordinamento professionale, avanzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, che introduce il passaggio dall’esclusività alla prevalenza dell’attività giornalistica. Il tema è stato al centro dell’Assemblea dell’Associazione stampa valdostana.
Secondo quanto riporta un comunicato pubblicato sul sito della Fnsi, la segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Alessandra Costante, ha duramente contestato la proposta, parlando di un intervento che non aiuterebbe i giornalisti ma rischierebbe di “finire di seppellire una professione che già vive male”. Nel suo intervento, Costante ha sostenuto che “i nemici della professione non sono solo fuori dalla porta”, esprimendo una critica diretta nei confronti della posizione assunta dal presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli.
Al centro del confronto c’è la proposta, inserita nell’ambito dell’attuazione della legge delega sulle professioni, di superare il principio dell’esclusività dell’attività giornalistica come requisito per l’iscrizione all’Albo dei professionisti, introducendo invece il criterio della prevalenza. La modifica consentirebbe, in particolare, ai giornalisti professionisti di affiancare all’attività giornalistica altre occupazioni, come quella del comunicatore, a patto che l’informazione resti l’attività prevalente.
Secondo i promotori, la riforma punta ad adeguare le regole normative alle trasformazioni del mercato del lavoro, caratterizzato da una crescente pluralità di incarichi e da una minore rigidità dei percorsi professionali. La proposta è stata difesa da Bartoli e dall’Ordine, che hanno ricordato come lo stesso sindacato unico dei giornalisti e le associazioni regionali adottino storicamente il criterio della prevalenza nei propri statuti.
La Fnsi ha però ribadito i timori espressi nelle scorse settimane, sostenendo che la modifica rischierebbe di incidere sulla tenuta etica, sull’indipendenza e sulla sostenibilità economica degli operatori dell’informazione.
Costante ha inoltre richiamato l’attenzione sul rischio di una possibile legittimazione di ulteriori tagli salariali nel settore: “Dire che i giornalisti professionisti, con il placet dell’Ordine, devono rispondere solo al criterio della prevalenza del lavoro significa dire oggi agli editori che possono risparmiare ancora sul costo del lavoro”.
La segretaria della Fnsi ha quindi annunciato di aver chiesto un incontro di confronto sul tema, rivendicando la necessità di un’azione sindacale in grado di difendere la dignità e le tutele della professione giornalistica.